Mancanza di autostima e difficoltà relazionali: come si influenza e come uscirne

La mancanza di autostima e le difficoltà relazionali sono strettamente connesse: il timore del giudizio può instaurare un circolo vizioso che impedisce, a chi ne soffre, di costruire relazioni sane e soddisfacenti. Riconoscere il meccanismo è il primo passo per interromperlo.

Approfondimento

COS’È LA MANCANZA DI AUTOSTIMA

Chi soffre di mancanza di autostima teme costantemente di commettere errori, di essere giudicato o rifiutato. Per proteggersi può mettere in atto comportamenti diversi:

  • evitamento e isolamento: riduce le situazioni sociali, alimentando tristezza e solitudine;
  • dipendenza o controllo: diventa dipendente dal partner oppure prova a manipolare la relazione attraverso l’insicurezza, creando dinamiche tossiche.

 

Eventi spiacevoli e commenti del partner vengono letti come conferme della propria inadeguatezza, alimentando un circolo vizioso da cui, però, è possibile uscire.

COME CURARE LA MANCANZA DI AUTOSTIMA E LE DIFFICOLTÀ RELAZIONALI

Per trattare in modo efficace la mancanza di autostima e le difficoltà relazionali baso il mio intervento sull’ascolto e la chiarificazione, strutturando la terapia in tre passi:

  1. consapevolezza: per prima cosa bisogna saper riconoscere le proprie emozioni e i propri schemi di pensiero;
  2. comunicazione: imparare a esprimersi in modo chiaro, diretto ed empatico aiuta a costruire relazioni più profonde;
  3. azioni concrete: l’ultimo passo prevede di riuscire a praticare nella realtà gli insegnamenti acquisiti in terapia.

UN CASO CLINICO: L’AUTOSTIMA FA BENE

Uno dei miei primi pazienti era un giovane funzionario di un ente parastatale che soffriva di eiaculazione precoce. Questo disturbo è stato rapidamente risolto con una terapia sessuale centrata su tecniche psicofisiologiche.

Instaurato un rapporto di fiducia, il paziente ha iniziato a esprimere le proprie insicurezze legate al lavoro. Cresciuto con un genitore molto esigente, aveva raggiunto la dirigenza a costo di sforzi enormi, ma si sentiva insicuro e fuori posto in un contesto competitivo. Il suo desiderio era prendersi un anno sabbatico per viaggiare, conoscere altre culture e aiutare gli altri grazie alle sue competenze.

L’ho accompagnato nella scelta: pur perdendo la stima del padre, ha guadagnato la propria e quella della compagna e, al rientro, ha ottenuto la direzione della sezione no-profit della sua azienda. Un cambiamento sano sostenuto dall’intervento terapeutico in tre passi.

Con il giusto percorso, interrompere il circolo vizioso tra bassa autostima e relazioni difficili è possibile.