Le difficoltà comunicative spesso nascono da una scarsa capacità di ascolto e da abitudini che, con il tempo, minano la salute della relazione.
Tra i comportamenti più comuni si trovano:
In queste dinamiche, la comunicazione perde di vista i fatti concreti e diventa un modo per stabilire chi comanda nella relazione.
L’esempio del marito che critica il cibo “senza sale” non riguarda davvero la quantità di sale, ma l’incompetenza attribuita alla moglie: un gesto semplice che si carica di significati svalutanti e distruttivi.
I problemi relazionali possono anche essere influenzati da fattori esterni, stress lavorativo, stanchezza, difficoltà economiche, ma più spesso derivano da problematiche individuali: la difficoltà a esprimere i propri bisogni, la mancanza di empatia, la scarsa connessione emotiva.
In terapia aiuto i partner a comprendere che comunicare non significa vincere, ma chiarire. Se durante una discussione uno dei due cerca di prevalere sull’altro, non sta ottenendo una vittoria: al contrario, si tratta di una sconfitta per entrambi. La vera conquista è saper essere empatici, riconoscere i propri errori e chiedere scusa quando necessario.
La terapia di coppia è un percorso che insegna ad ascoltare davvero, a mettersi nei panni dell’altro e a riscoprire la capacità di dialogare senza giudizio.
Nel mio approccio utilizzo principalmente la terapia strategica, che prevede esercizi relazionali e comunicativi mirati a rendere consapevoli anche i partner più resistenti delle proprie dinamiche distruttive.
In alcuni casi introduco la terapia mansionale, chiamata anche “dei giochi”: un metodo che, attraverso ironia e leggerezza, costringe i partner a confrontarsi in modo nuovo, spiazzando le abitudini negative e favorendo un contatto più autentico.
Spesso le difficoltà comunicative si intrecciano con le dinamiche sessuali, aggravando ulteriormente la crisi della coppia. Anche in questi casi, la terapia strategica e mansionale si dimostrano efficaci, permettendo di ottenere risultati concreti in tempi brevi.